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Affreschi
abside:
L'
abside,
quadrata,
è
interamente
affrescata.
Sulla
parete
di
sinistra
è
raffigurata
l'
Adorazione
dei
Magi,
su
quello
di
destra
si
trovano
le
figure
di
San
Rocco
e di
San
Bernardo
di
Chiaravalle
con
il
pastorale
nella
mano
destra
ed
una
catena
nella
sinistra.
Le
caratteristiche
di
entrambi
gli
affreschi
sono
riconducibili
a
Gerolamo
di
Gorla,
che
probabilmente
ha
decorato
anche
la
parte
bassa
delle
tre
pareti
con
il
motivo
della
tenda
forata,
sopra
fondo
a
finti
marmi.Sulla
parete
di
fondo
dell’
abside
è
raffigurata
una
Crocifissione
con,
ai
lati
del
Cristo,
il
patrono
S.
Alessandro,
la
Madonna,
S.
Giovanni
e la
Vergine
in
trono.
L’
affresco
è
firmato
dal
pittore
Andrea
de
Passeri
e
datato
1513.
Allo
stesso
autore
appartiene
la
decorazione
della
volta
a
soli
raggiati
con
un
busto
di
Cristo
entro
un
tondo
come
chiave
di
volta.Un’
ampia
camera
tombale,
chiusa
da
un
sigillo
lapideo,
è
ubicata
sul
lato
meridionale
della
seconda
campata.
Affreschi
artisti:
Il
principale
artista,
realizzatore
degli
affreschi
di
S.
Alessandro,
è
Andrea
de
Passeri
da
Torno.
Alcuni
fonti
segnalano,
fra
i
collaboratori
dell’
artista,
in
S.
Alessandro
anche
la
figura
di
Gerolamo
da
Gorla
di
cui
si
hanno
però
scarse
informazioni.
Il
de
Passeri
realizza
da
sua
prima
opera
nel
1488
dopo
esser
stato
probabilmente
allievo
di
Baldassarre
Estense
a
Ferrara;
sono,
infatti,
notevoli
i
rimandi
allo
stile
e
alla
cultura
figurativa
ferrarese
del
De
Roberti
e
Cossa
nelle
sue
opere.
Tra
il
1487
ed
il
1490,
lavora
al
Duomo
di
Como
dove
realizza
la
Pala
con
Madonna
e
Bambino
tra
Santi
nella
prima
campata
della
navata
sinistra,
tale
opera
è
notevolmente
venerata
a
Como
per
le
grazie
elargite
ai
fedeli.
Il
seguito
lavora
al
monastero
di
Brunate
e
compone
diversi
polittici
e
maestà
nell’
area
comasca
e
valtellinese;
lo
troviamo
a
Grossio,
Pianazzola,
Zesio,
di
nuovo
a
Como
in
Santa
Orsola,
nel
Duomo,
in
S.
Agostino
e
all’
Ospedale
S.
Anna.
Altri
lavori
sono
noti
a
Brienno,
Lasnigo
e
Mundronno.
Muore
poco
dopo
il
152
Il
Santo:
Alessandro,
patrono
della
città
di
Bergamo,
è
raffigurato
tradizionalmente
in
veste
di
soldato
romano
con
un
vessillo
recante
un
giglio
bianco.
Il
vessillo
sarebbe
stato
quello
della
Legione
Tebea
comandata
da
S.
Maurizio
nella
quale
Alessandro
sarebbe
stato,
secondo
gli
Atti
del
martirio,
comandante
di
centuria.
La
legione
romana
utilizzata
in
prevalenza
in
oriente,
fu
spostata
nel
301
in
occidente
per
controbattere
gli
attacchi
del
Quadi
e
dei
Marcomanni.
Durante
l’
attraversamento
del
Vallese
alla
legione
fu
ordinato
di
ricercare
i
cristiani
contro
i
quali
era
stata
scatenata
una
persecuzione.
I
legionari,
cristiani
a
loro
volta,
rifiutarono
e
per
quest’insubordinazione
furono
puniti
con
la
decimazione
eseguita
ad
Agaunum
(oggi
Sant
Moritz).
Al
perdurare
del
rifiuto
del
legionari
per
perseguitare
i
cristiani,
fu
eseguita
una
seconda
decimazione
e
quindi
l’
imperatore
ordinò
lo
sterminio.
Pochi
furono
i
superstiti,
tra
cui
Alessandro,
Cassio,
Severino,
Secondo
e
Licinio
che
ripararono
in
Italia.
A
Milano
Alessandro
fu
riconosciuto
e
incarcerato,
ma
rifiuta
di
abiurare.
In
carcere
riceve
la
visita
di
S.
Fedele
e
del
vescovo
S.
Materno.
Proprio
S.
Fedele
riesce
e
organizzare
la
fuga
d’Alessandro,
che
ripara
a
Como,
dove
fu
nuovamente
catturato.
Riportato
a
Milano
fu
condannato
a
morte
per
decapitazione,
ma
durante
l’
esecuzione
al
boia
si
irrigidivano
le
braccia.
Fu
allora
nuovamente
incarcerato.
Riuscì
nuovamente
a
fuggire
e
raggiunse
Bergamo
passando
per
Fara
Gera
d’
Adda
e
Capriate.
A
Bregamo
fu
ospitato
del
principe
Crotacio,
che
lo
invitò
a
nascondersi,
ma
Alessandro
iniziò
a
predicare
e a
convertire
molti
bergameschi,
tra
cui
i
martiri
Fermo
e
Rustico.
Fu
perciò
scoperto
nuovamente
catturato,
la
decapitazione
fu
eseguita
pubblicamente
il
26
agosto
303
nel
luogo
ove
oggi
sorge
la
chiesa
di
S.
Alessandro
in
Colonna.
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