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La
chiesa
di
S.
Alessandro
fu
edificata,
nei
pressi
del
comune
di
Lasnigo,
tra
la
fine
dell’
XI e
l’
inizio
del
XII
secolo;
si
trattava
di
una
piccola
chiesa
in
stile
romanico,
dotata
di
un
rilevante
campanile
con
monofore
e
bifore
ed
un
motivo
decorativo
ad
archetti
pensili,
tipico
dell’
epoca.L’
ipotesi
più
probabile
è
che
la
chiesa
sia
stata
ampliata
verso
la
fine
del
quattrocento,
con
l’
edificazione
di
due
archi
timpano
e l’
allargamento
della
navata,
scandita
da
tre
campate;
nella
facciata,
infatti,
sono
visibili
due
linee
corrispondenti
al
timpano
della
preesistente
chiesetta
romanica.La
notizia
più
antica
riguardante
l’
edificio
risale
alla
fine
del
XIII
secolo,
quando
Goffredo
da
Bussero,
storico
e
sacerdote
lombardo,
elenca
il
S.
Alessandro
tra
le
chiese
della
Diocesi
di
Milano
dedicate
al
Santo.Il
gesuita
Leonetto
Chiavone,
incaricato
da
San
Carlo
Borromeo
a
compiere
visite
pastorali
a
diverse
pievi
del
comasco,
redige
nel
1567
la
prima
descrizione
della
struttura.La
descrizione
è
ampliata
a
seguito
della
visita
di
San
Carlo
Borromeo,
nel
1570.Gli
affreschi
della
chiesa,
ad
opera
di
Gerolamo
Gorla
e
Andrea
de
Passeri,
risalgono
al
XVI
–
XVII
secolo
e
sono
tuttora
visibili.
Nel
1615
l’
arcivescovo
di
Milano,
Federico
Borromeo,
ordina
la
costruzione
di
una
nuova
chiesa
parrocchiale
al
centro
del
paese,
l’
edificio
sarà
terminato
nel
1641.S.
Alessandro
diventa
così
la
chiesa
del
cimitero
e
nel
1732
sono
aggiunte
due
sepolcri,
non
più
visibili,
al
di
sotto
della
sacrestia,
attestando
quindi
la
sua
edificazione.Nel
1912
la
chiesa
di
S.
Alessandro
è
dichiarata
monumento
nazionale
e
tuttora
viene
utilizzata
della
popolazione
di
Lasnigo,
in
particolare
il
26
agosto
in
occasione
della
ricorrenza
del
Martirio
del
Santo
patrono.Notizia
sui
restauri
interventi
alla
chiesa
sa
hanno
a
partire
del
1900. 1912:
la
chiesa
è
dichiarata
monumento
nazionale
e
sono
effettuate
le
prime
riparazioni
al
tetto.
Una
lapide
datata
1926-1944,
documenta
una
ristrutturazione
delle
cappelle
dalla
Via
Crucis.1933:
primo
restauro
consistente
della
chiesa;
inerente
al
campanile,
la
scala
e il
tetto
della
navata.
L’
intervento
realizza
il
consolidamento
della
base
della
torre,
l’
applicazioni
di
chiavi
in
ferro
e la
riapertura
delle
bifore
precedentemente
tamponate. 1959:
è
ordinato
un
collaudo
per
la
controllo
del
tetto
pericolante
e
rovinato
dall’infiltrazioni
d’
acqua. 1960:
vengono
consolidate
e
restaurate
le
14
cappelle
della
Via
Crucis. 1971:
restauro
pittorico
generale;
fissaggio
del
colore,
pulitura
e
rimozione
dei
deposti
che
rendevano
poco
leggibili
gli
affreschi
della
volta,
la
pareti
dell’
altare,
l’
arco
trionfale
e la
parete
sinistra
dello
stesso
arco.
Nello
stesso
anno
vengono
revisionati:
il
tetto
della
chiesa
e la
sacrestia. 1974:
lavori
di
riparazioni
alla
sommità
del
campanile. 1984:
lavori
di
ricostruzione
di
un
sostegno
del
terreno,
parzialmente
crollato,
posto
sul
lato
orientale
della
chiesa. 1987:
consistente
intervento
di
restauro
dovuto
alle
condizioni
di
pericolo
in
cui
versavano
gli
affreschi.L’
intervento
comprende
il
rifacimento
del
tetto
e
dell’
orditura
lignea,
la
sistemazione
delle
cappelle
della
Via
Crucis
e la
posa
di
una
guaina
al
di
sopra
dell’
assito.Nel
corso
dei
lavori
si
procede
anche
alla
rimozione
dell’
intonaco
bianco
che
rivestiva,
all’
esterno,
la
facciata
ed
il
fianco
sud;
nel
corso
dello
stesso
intervento
viene
cancellata
l’
immagine
del
Redentore,
affrescata
nel
corso
del
Novecento
nel
timpano
che
sovrasta
il
portale,
e
vengono
restaurati
gli
affreschi
dell’
abside. |
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